Citazione in stile Chicago: una guida pratica per testi accademici impeccabili
- Valeria Meazza

- 6 nov 2025
- Tempo di lettura: 8 min
Nel mondo accademico, la forma è sostanza: ecco perché saper padroneggiare la citazione in stile Chicago non è questione da poco. Usarla bene quando richiesto, infatti, dà la misura della tua affidabilità come autore/autrice di tesi di laurea, articoli, saggi e come professionista della ricerca. Impararla non è un esercizio di stile: è un modo per essere letti, compresi e rispettati all’interno della comunità scientifica. Perché se padroneggi note e bibliografia, nella battaglia per la credibilità del tuo lavoro sei già parecchi passi avanti.

Cos’è lo stile di citazione Chicago e perché è ancora lo standard più usato;
le due varianti: Note-Bibliografia (Chicago A) e Autore-Data (Chicago B);
come scrivere bene usando lo stile di citazione Chicago;
gli errori più comuni e come evitarli;
check-list finale e strumenti utili.
Citazione in stile Chicago: cos'è e quando serve
La citazione in stile Chicago è una strategia testuale convenzionale che esiste ormai da più di un secolo. Il suo anno di nascita è il 1906, quando un gruppo di redattori dell’Università di Chicago decise di arginare l’anarchia tipografica che regnava nelle pubblicazioni scientifiche con la pubblicazione del Chicago Manual of Style. Da allora, edizione dopo edizione, questo manuale è diventato uno strumento irrinunciabile per chi produce e/o divulga il sapere.
I segreti della sua efficacia sono sostanzialmente due. Primo, la chiarezza e il rigore espositivo. Giunto alla diciassettesima edizione, il manuale ha una risposta e un esempio praticamente per qualunque caso si riesca a immaginare. Secondo, un principio guida cristallino a orientarne l'impianto sul piano morale. La convinzione, cioè, che la citazione corretta è un fatto etico. Non si tratta di scrivere bene una nota, ma di tracciare il percorso di un'idea. Lo stile di citazione Chicago è pensato per permettere al lettore di risalire alla fonte di un passaggio o di un'argomentazione senza inciampare. Consentendo all'autore o all'autrice del testo di compiere un atto di onestà intellettuale, precisando che quella parte del pensiero non è sua ma può essere ritrovata altrove.
Le due varianti: Note-Bibliografia (Chicago A) e Autore-Data (Chicago B)
Lo stile Chicago è oggi uno standard consolidato in molte discipline umanistiche e sociali. Tuttavia, va precisato che il suo uso non è identico in ogni settore disciplinare coinvolto. Infatti, non esiste un solo stile Chicago per la citazione, bensì due: il sistema Chicago A, che si struttura su note e rimandi alla bibliografia, e il sistema Chicago B, incentrato sul rimando all'autore e all'anno di pubblicazione dell'opera di riferimento.
La citazione in stile Chicago A (Note-Bibliografia): com'è fatta e quando sceglierla
Prediletto nell'ambito umanistico, lo stile di citazione Chicago A è quello che dovresti conoscere meglio se ti occupi di storia, filosofia, critica letteraria e discipline affini. Utilizzarlo è semplice. Ogni volta che citi un autore o un'opera, dovrai inserire una nota numerata a piè di pagina che chiarisce chi stai citando, quale opera e in quale punto. Alla fine del testo, dopo le conclusioni, presenterai una bibliografia generale completa, dove dovranno figurare tutti i riferimenti.
Esempio di citazione in stile Chicago A:
¹ Michel Foucault, Sorvegliare e punire (Torino: Einaudi, 1976), 42.
Il vantaggio principale di questo sistema è l'eleganza: le note scendono in fondo alla pagina, come conversazioni discrete che lasciano scorrere il flusso del testo principale senza interromperlo.
Il sistema Chicago B (Autore-Data): com'è fatto e quando sceglierlo
Lo stile Chicago B, invece, è quello che tendono a preferire i professionisti e le professioniste della ricerca in scienze sociali ed educative. Se ti occupi di sociologia, di economia, di politica e di discipline di questo settore, probabilmente è questo lo stile di citazione Chicago con il quale dovrai avere maggiore familiarità.
Esempio di citazione in stile Chicago B:
(Foucault 1976, 42)
Come avrai notato, questo sistema è più diretto, ma anche più esigente. Per funzionare, è ancora più irrinunciabile che la bibliografia finale (da collocare sempre in fondo al testo) sia perfettamente allineata alle citazioni interne. Se hai vincoli di spazio molto stretti, oppure se devi far dialogare in un testo breve riferimenti molto numerosi, il sistema Chicago B è senz'altro la soluzione ideale.

Come scrivere bene mentre usi il sistema Chicago, ovvero: una piccola etica dello stile
Fin qui tutto bene, tutto chiarissimo - almeno in teoria. Come facciamo però, in concreto, a introdurre il pensiero altrui nella nostra argomentazione in modo fluido, scorrevole, naturale senza cannibalizzarlo? La faccenda è spinosa, perché intreccia il problema dello scrivere giusto con quello dello scrivere bene.
Come ti ho anticipato in precedenza ripercorrendone brevemente l'origine, la citazione in stile Chicago non è una fatto solamente di forma, bensì un fatto di etica. Capire questo aspetto è fondamentale, perché permette di desumere una regola molto chiara per orientarci nello scrivere. La regola può essere sintetizzata così: la forma struttura il pensiero, non lo intralcia. Cosa vuol dire? Vediamolo con un paio di esempi.
Corsivi, maiuscoletti, grassetti
Lo stile Chicago prevede un utilizzo molto sobrio e ben regolamentato del corsivo. In corsivo, infatti, vanno:
titoli di libri, di riviste accademiche, di opere d'arte;
parole straniere che non sono parte del lessico comune;
termini o concetti da enfatizzare (se ne consiglia l'impiego con moderazione).
Nota che non vanno in corsivo, invece, i titoli di articoli, di capitoli di libri e di contributi interni. Questi, infatti, in inglese vengono messi tra virgolette alte, mentre in italiano si indicano tra caporali («…»).
Il maiuscoletto tendenzialmente è poco usato e si riserva a due casi:
nome dell'autore nelle note per identificarlo rapidamente, nel sistema Chicago A. Per esempio: ¹ FOUCAULT, Sorvegliare e punire, 42;
sigle e abbreviazioni tipografiche particolari.
Il grassetto, infine, non viene usato in questo sistema di citazione. Può capitare di trovarlo in alcuni manuali o articoli, se ammesso dalle linee editoriali della rivista o della casa editrice. In questi casi, però, si tratta di un marcatore per orientare l'attenzione, non di un elemento integrato nel sistema di citazione che stiamo considerando.
Le citazioni: senso, lunghezza e collocazione
Il sistema di citazione Chicago è pensato per consentire a chi scrive di intrecciare voci alla propria. La buona scrittura accademica, infatti, è un dialogo tra menti. Ecco perché quando citi devi fare attenzione a non accumulare troppi riferimenti in modo acritico. Un lavoro di ricerca non è tanto più solido quante più sono le sue fonti. Il valore si riconosce nel modo in cui i riferimenti vengono usati. La citazione in stile Chicago, da questo punto di vista, può essere letta come un esercizio di responsabilità. Nel servirtene, è come se tu dicessi: "ho letto, ho capito, restituisco". Uno sforzo che il revisore, che sia un docente universitario o un membro del comitato di redazione o di collana, apprezzerà.
Tradotto in pratica, prima di inserire una citazione nel testo è opportuno chiedersi che ruolo giochi. Se ti serve per argomentare un punto, o se intendi sottoporre il passo a critica, allora va inserita. Se, invece, serve a guadagnare spazio o ti risparmia la fatica di argomentare, forse è il caso di rivedere la strategia del passaggio che stai scrivendo. E magari optare per una parafrasi - ovviamente sempre esplicitando il riferimento.
Chiarito questo, la citazione in stile Chicago prevede due modalità, in base alla lunghezza del passaggio da citare:
citazioni brevi (≤ 4–5 righe): la citazione va in corpo di testo, tra virgolette alte o caporali, mantenendo la stessa punteggiatura dell'originale;
citazioni lunghe (> 4–5 righe): la citazione va staccata dal testo, lasciando uno spazio bianco prima e dopo. Il corpo del carattere viene ridotto, mentre si fissa un rientro a destra e a sinistra e un'interlinea leggermente maggiore, rilevando anche visivamente che si tratta di una voce diversa da quella dell'autore o dell'autrice del lavoro.

A cosa fare attenzione quando si usa la citazione in stile Chicago
Le regole cui fare attenzione quando usi lo stile Chicago sono molte - vedere l'ultima edizione del Chicago Manual of Style per credere. Tuttavia, c'è almeno una regola d'oro che ti terrà al sicuro dalla maggior parte degli errori più madornali: quella della coerenza.
La scelta di adottare la citazione in stile Chicago, il sistema A o quello B, dipende generalmente dal contesto. Potrebbe essere il tuo relatore, il supervisor, il comitato scientifico o di collana o l'editore a indirizzarti in una o nell'altra direzione. Fondamentale è però che, una volta cominciato, tu ti attenga sempre allo stesso sistema. Infatti, poche cose mandano in bestia i revisori quanto un sistema di citazione incoerente, che cambia più volte nel testo rendendo difficile accertare le fonti e seguire il filo del discorso.
5 errori comuni da evitare perché il testo venga accettato
Quando usi il sistema di citazione Chicago, alcuni errori possono avere un certo peso. Una svista può capitare, ma incontrarli con regolarità nel testo costituisce un indizio di scarsa solidità scientifica del lavoro. E spesso, proprio a causa di questi, i testi possono essere rifiutati. Di seguito ti segnalo i cinque più comuni cui fare attenzione:
Mancata corrispondenza tra citazione e bibliografia: subito dopo la coerenza nel sistema di citazione viene quella tra fonti citate nel testo e bibliografia finale. Detto altrimenti, nella bibliografia devono figurare tutte le fonti citate e, viceversa, ogni riferimento bibliografico deve avere un suo posto nel testo.
Fonti non verificabili: ogni voce deve essere completa e accertabile; in particolare, devi sempre controllare che i link alle fonti online siano ancora operativi alla fine del lavoro.
Incoerenza nel posizionamento degli apici di nota (Chicago A) e delle parentesi (Chicago B): nel sistema Chicago A, gli apici di nota vanno dopo la punteggiatura, al termine logico della frase - a meno che la nota non si riferisca all'unica parola che accompagna; nel sistema Chicago B, invece, le parentesi vanno prima della punteggiatura, accompagnando sempre la porzione di testo cui si riferiscono.
Incoerenza nell'uso di virgolette e caporali: in italiano, le citazioni brevi e i titoli di articoli e contributi vanno tra caporali, oppure tra virgolette alte come in inglese. Tuttavia, è importante scegliere una sola di queste opzioni e mantenerla fino alla fine.
Interventi maldestri sulle fonti: ogni operazione compiuta sulle fonti (taglio, traduzione, inserimento di corsivi non presenti nell'originale) deve sempre essere opportunamente segnalato, nel rispetto della voce del testo originale.
Check-list del revisore e strumenti utili
Prima di consegnare il tuo testo, una buona mossa è sottoporlo alla check-list del revisore. Si tratta di una serie di domande-guida molto utile per verificare se hai lavorato bene con il sistema di citazione Chicago:
Ho scelto un solo sistema (A o B) e lo mantengo con coerenza in tutto il testo?
Ogni fonte citata trova corrispondenza in un preciso riferimento bibliografico?
Ho rispettato l'ordine corretto in ogni riferimento e in ogni citazione?
Le fonti online sono accessibili?
Ho usato il corsivo e le citazioni estese solo dove effettivamente servivano?
Se la risposta a ciascuna domanda è "sì", è possibile che chi revisionerà il lavoro non ti inserisca nella sua lista nera. Se, invece, hai ancora qualche dubbio, il mio consiglio è di ricontrollare tutto due volte e poi, per sicurezza, ancora una.
Tieni presente, inoltre, che esistono alcuni utili strumenti su cui puoi fare affidamento per aiutarti con la citazione in stile Chicago. Oltre all'edizione online del Chicago Manual of Style (diciottesima edizione) e alle guide messe a disposizione dalle università italiane (qui, per esempio, quella dell'Università di Bologna), esistono diversi validi software per controllare citazioni e riferimenti. Zotero, per esempio, è un software open source in grado di creare bibliografie e citazioni coerenti in pochi semplici passaggi. Mendeley, invece, è molto valido per gestire le fonti di tesi e articoli scientifici operando con i database aggiornati delle università di tutto il mondo.
Conclusioni
Citare bene e con consapevolezza è un elemento cardine per costruire la fiducia tra chi scrive e chi legge. La citazione in stile Chicago, dunque, non è un capriccio di accademici pedanti, ma una grammatica comune pensata per permettere ai testi e alle idee di dialogare nel tempo. Costruire testi, apparati di note, riferimenti e bibliografie che vi si conformano non è un esercizio di stile, ma la costruzione di un ponte dentro la comunità scientifica.
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