Oppure il diavolo di Luca Tosi – Quando la provincia diventa inferno e letteratura
- InVece Team

- 16 gen
- Tempo di lettura: 1 min

Luca Tosi: Il romanzo che smonta l’alibi della normalità
Oppure il diavolo, secondo romanzo di Luca Tosi, pubblicato da TerraRossa Edizioni nella collana Sperimentali, non è un racconto consolatorio o patinato. La voce narrante è quella di Natale, trentunenne di Poggio Berni, cresciuto tra una madre manesca e l’eco delle chiacchiere di paese, che con ironia verticale ci porta dentro una storia di umiliazioni, desideri mal riposti e rancore quotidiano che si trasforma in rivalsa auto-distruttiva. Lì dove gli altri vedono “niente”, Tosi scova ferite aperte, pregiudizi sedimentati e l’idea feroce che se “qualcosa non torna, ci dev’essere lo zampino del demonio”. La lingua è un’incursione nella materia viva del parlare popolare, senza addolcire i contorni e, soprattutto, senza indulgere a facili pietismi o a eroismi retorici: un romanzo che fotografa senza veli la solitudine e la rabbia di chi vive ai margini del grande racconto nazionale.
Per chi è questo libro
Se stai cercando una lettura che ti coccoli, ti trasporti o ti faccia sentire parte di un’élite culturale superiore, questo non è il titolo. Oppure il diavolo è per chi non ha paura di guardare in faccia l’insignificanza, per chi sa che Dio fa le pentole e il diavolo i coperchi, e per chi crede che ridere amaro sia uno sport letterario più vero di tanti vezzi stilistici. È un libro rapido, duro, e ti lascia con la sensazione che la provincia non sia solo un posto geografico, ma una condizione dello spirito che pochi narratori sanno raccontare con questa precisione.






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